Rassegna Stampa

Pronti soprattutto a esprimere idee

By 1 Ottobre 2021 No Comments

Cambio della guardia alla guida di Carpi Futura, la più longeva delle formazioni civiche create a Carpi, tuttora rappresentata da due Consiglieri comunali in virtù dell’11,34 per cento raccolto alle ultime Amministrative. Sergio Vascotto, 69 anni, ora in pensione, alle spalle una lunga esperienza di promotore commerciale sui mercati esteri nel settore del packaging farmaceutico, è stato scelto dal Direttivo per subentrare come Presidente dell’associazione all’imprenditore tessile Paolo Battini, in carica dal 2017.

 

Presidente, lei eredita un storia partita come Alleanza per Carpi addirittura dal 2009, con la candidatura di Giliola Pivetti e che, dopo la fusione con Made in Carpi e Scelta civica, è arrivata fino a oggi: una prova di durata piuttosto rara per uno schieramento civico…

«E’ la prova che continuiamo a essere una formazione politica locale e non solo un comitato elettorale. Tant’è che sono stato chiamato a fare il Presidente a metà del mandato amministrativo, nel momento in cui bisogna cominciare a raccogliere idee e proposte anche in vista della prossima scadenza»

In che cosa differirà la sua presidenza da quella di Paolo Battini?

«Detta con una metafora calcistica, lui è un centravanti classico, io più di manovra. E’ stato bravissimo, in questi anni, a tenere insieme le diverse anime della formazione. Con il risultato che continuiamo a essere una ventina di persone che si riuniscono e si confrontano regolarmente – cosa per niente scontata di questi tempi – cercando di fornire un aiuto ai nostri due consiglieri. Si rendeva necessario più che altro un cambio tattico, senza dimenticare che lui è un imprenditore ancora attivo, molto impegnato nel lavoro, mentre la mia nomina potrebbe essere considerata un po’ la “rivincita dei pensionati”…»

L’ultima avventura politica vissuta da Carpi Futura è stato l’accostamento al centro destra e, per un altro verso, all’ex vicesindaco Simone Morelli in chiave anti Pd. E’ cambiato qualche cosa, nel frattempo?

«In termini elettorali, quella stagione non ha pagato. Il centro destra ha una natura oppositiva a prescindere che non ci appartiene. Come civici, non siamo né ideologici a priori, né ecumenici, nel senso di aperti a tutti: non facciamo genuflessioni né per la destra né per la sinistra. Ci consideriamo un fattore di coagulo del centro, pronti soprattutto a esprimere idee»

E nel concreto?

«Valutato il centro destra cittadino di Federica Boccaletti, della Lega, e di Annalisa Arletti, di Fratelli d’Italia, ci sentiamo decisamente più vicini a Monica Medici, dei Cinque Stelle, che ha un approccio molto più concreto ai problemi della città e che, al di là della vis polemica, si presenta sempre molto documentata e preparata»

Vi farete da sponda reciproca con i Cinque Stelle, alle prossime elezioni? Nel senso che entrambi avete bisogno di ritrovare identità e punti fermi…

«Noi siamo una formazione locale, gli altri sono l’espressione locale di schieramenti politici nazionali, dunque meno liberi e più vincolati alle ideologie. Nel 2019 questo portò a una rottura, speriamo non questa volta. Per fare che cosa si vedrà».