Sicurezza & Territorio

Non è così che un Sindaco deve parlare

By 25 Aprile 2017 Dicembre 1st, 2017 No Comments

 

Caro sindaco Bellelli,

lei chiede unità alla comunità carpigiana, le chiede anche di fare un passo avanti e le chiede di non dividersi in tifoserie; la informiamo che, almeno secondo noi, la nostra comunità farà un passo avanti quando potrà sentirsi rappresentata da una persona robusta che eviti ai cittadini il compito gravoso di arrovellarsi su come può essere stato possibile e, specialmente, su come sarà fatta giustizia e come avverrà un risarcimento che renda giustizia, morale o materiale.
Per sopportare un danno, o un trauma (perché tale è stato), senza eccedere in tifoserie morali e anche umorali è necessario avere fiducia in un rappresentante che faccia da coesione robusta, è necessario sentirsi alleggeriti ed esonerati da questo compito.
Lei dice infatti che, non potendo costituirsi parte civile contro dei minori, si accontenterà di un risarcimento simbolico. Pare di sentire il suo sospiro di sollievo. Le sembra di stare rappresentando lo sdegno dei carpigiani con questo atteggiamento? Non è di questo che c’è bisogno.
Inoltre si sta dimenticando, e la informiamo anche di questo, che non sta parlando delle casse di casa sua, ma di quelle dei carpigiani e non è in suo potere decidere bonariamente come regolarsi.
Il comune deve quantificare i danni che ha subito e costituirsi parte offesa nel processo, inoltre valutare l’opportunità di costituirsi parte civile nell’eventualità di un’imputazione a SETA. C’è qualcun altro infatti a cui chiedere conto ed è nientemeno che SETA, azienda di cui il comune è compartecipe, colpevole, anzi colpevolissima, di poca custodia per aver lasciato automezzi accessibili a tutti e con le chiavi inserite nei cruscotti degli autobus.
Mettere dei minorenni in condizione di nuocere gravemente è un fatto gravissimo e la comunità carpigiana lo sa bene, lo sanno a naso anche quelli che non sono avvocati che il tutto è potuto partire solo da quella colpevole leggerezza, dal probabile disinteresse di adulti che dovevano custodire il deposito.
Tralasciamo ora tutti i discorsi accessori sulla sicurezza a Carpi, sull’immigrazione, sui giovani, sul disinteresse di alcuni adulti verso la cosa pubblica e sull’universo mondo e ci concentriamo solo sulla richiesta di una giustizia che dia un po’ di pace agli animi.
Seguiremo l’evoluzione di questa vicenda e non mancheremo di sottoporre la questione alla Corte dei Conti, se sarà necessario, per vedere se siamo nel giusto o no.
La preghiamo di considerare la nostra presa di posizione come rappresentativa di tutti quelli, a partire da noi, che non ne possono più di impotenza.
E tenga presente che noi, così come i cittadini di Carpi, chiedendo rigore non escludiamo l’azione educativa che qualcuno proverà a fare.


Il gruppo consiliare di CARPI FUTURA

Alberto bellelli63-1_Snapseed