Sicurezza & Territorio

NUOVE PAGINE PER L’URBANISTICA del libro dei sogni

By 12 Luglio 2019 No Comments

Interessante il fatto che il convegno di giovedì 4 luglio “Ricucire la città contemporanea” organizzato da Carpi Urban Center sia stato quasi il primo atto di partecipazione pubblica della nuova giunta Bellelli per il settore urbanistico. Tema molto stuzzicante che il relatore del corso di Progetto Urbano Strategico per dipendenti della Pubblica Amministrazione (se abbiamo capito bene) ha svolto proponendo una serie di percorsi verdi per attraversare la città, ricongiungendo tra loro gli spazi urbani non costruiti, tenendo come traccia la memoria dell’antico canale dei mulini e di quanto potrebbe riemergere delle mura cittadine. Davvero una serie di belle idee che ci hanno affascinato (infatti è sempre piacevole sentire la cultura che si dipana), ma anche irritato per il timore, che è quasi certezza, che si finisca solo per aggiungere nuove pagine al libro dei sogni urbanistici locali, con buona pace di tutti gli architetti presenti in sala. Da un punto di vista pratico e operativo lo possiamo definire inutile. Avremmo voluto veder affrontato almeno un esempio “vero” di ricucitura cittadina, tipo una proposta per il Parco Lama, sempre evocato da almeno 5 anni e sempre parcheggiato sopra una nuvola ideale dimenticando perfino che quelli che in quella sede venivano poeticamente e astrattamente definiti “interessanti manufatti da utilizzare come contenitori culturali” sono nientemeno che le case, le abitazioni degli agricoltori proprietari che le abitano e che hanno tutta l’intenzione di continuare ad abitarle; oppure via Roosevelt che oggi è un assoluto non-luogo. Dovremmo pensare di “riscoprire” il canale? E poi restringerla eliminando gli (orrendi) spartitraffico attuali e dotarla di vere piste ciclabili e pedonali? E abbattere il rudere del vecchio mulino? E come superare il passaggio a livello e gestire il traffico verso le vie Manzoni e Ariosto? La vera scucitura urbana riguarda pezzi di città come questo, in cui il centro storico è vicino e lontano allo stesso tempo. Stessa cosa per la zona nord intorno alla Remesina, o quella di Quartirolo a sud, attorno alla tangenziale Cattani. Di progetti perduti nei cassetti comunali ce ne sono già talmente tanti che non saranno gli atti di questo convegno a fare la differenza. In sala il nuovo assessore all’urbanistica ha fatto molte foto e pensiamo che abbia preso gli appunti del caso; invitato a parlare ha preferito non dire nulla, ci auguriamo solo che oltre alle suggestioni accademiche sappia scegliere bene le proprie linee guida e riesca a finalizzare nel concreto le proprie scelte. Carpi ha bisogno di uscire dal suo pantano, ha bisogno di un piano attuativo e ha bisogno che i cittadini che ascoltano queste suggestioni abbiano il coraggio di dire ad alta voce, durante la conferenza stessa, che ne hanno abbastanza.

(di Sergio Vascotto e Giliola Pivetti)