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E’ necessario immaginare un dopo

By 9 Aprile 2020 Aprile 10th, 2020 No Comments

Buona sera a tutti,

un saluto caloroso a tutti voi consiglieri alle vostre famiglie.

Questa situazione ci impone di ragionare prima di tutto su quale visione, ancora una volta, vogliamo dare della nostra città.

Vogliamo una città in attesa o una città a cui vogliamo dare delle nuove opportunità?

Quindi i tanti inviti fatti dall’amministrazione e dal Sindaco devono trovare, prima di tutto, uno slancio: da questo punto di vista, io non approvo, non mi piace la dicitura di bilancio di guerra.

Siamo in emergenza, è vero, ma non ci focalizziamo su un atteggiamento di ostilità. Non ostilità reciproca, ovviamente, ma ostilità verso una situazione grave (questo lo stiamo facendo già, è vero, con i mezzi che ci sono messi a disposizione).

Le opportunità che questa situazione ci impone di cogliere sono, dal mio punto di vista, tre.

  • La prima è quella di prepararci per la prossima emergenza: noi continuiamo, nonostante quello che ci sta accadendo, a scordarci che le emergenze fanno parte della quotidianità delle nostre vite.Ciò non ci deve spaventare, semplicemente impone di prepararci, ogni volta, all’emergenza successiva. Da questo punto di vista, penso che dobbiamo avere una parte infrastrutturale e una parte strutturale. . In generale, l’obiettivo è quello di avere delle strutture flessibili, delle strutture modulabili, strutture che possano essere capaci di riadattarsi nei contesti di emergenza. Su questo bisogna fare una grossa riflessione da un punto di vista dell’investimento.

 

  • L’ altra seconda grossa riflessione che io faccio, è sulla necessità assoluta di procedere verso una profonda digitalizzazione dell’ente pubblico e delle modalita relazionali cittadino ed ente pubblico. La situazione attuale ci sta facendo capire l’impreparazione di noi tutti rispetto alla necessità di un rapporto nuovo tra cittadino e ente pubblico, tra cittadino e sanità, tra cittadino e lavoro.

 

  • Il terzo aspetto, naturalmente, riguarda il lavoro: è importante in questa fase emergenziale, ma lo sarà ancora più dopo: il sostegno lavorativo di chi non ha garanzie. In questo momento chi lavora nel sistema pubblico, ad esempio, come il sottoscritto, oppure il pensionato in buona salute e autonomo, che ha già una buona qualità di vita; queste sono le le categorie più tutelate e protette. Il lavoratore autonomo o chi lavora per stagionalità,  o chi deve fatturare per vivere, sono coloro maggiormente esposti a questo tipo di emergenze.  Non dimentichiamo poi chi lavora nel nostro centro storico, chi ha perso il lavoro durante questa emergenza e deve reimpiegarsi con modalità nuove. Queste sono le situazioni che richiedono maggiore tutela e sulle quali dobbiamo fare un attento e coraggioso ragionamento.

 

Colgo l’ultima opportunità e poi faccio una brevissima analisi sul bilancio : il tema della rete dei servizi sanitari, sulle quali si è detto tanto, su cui si è dibattuto tanto, mai come ora:è necessario ragionare in maniera veramente condivisa, non per slogans su quelli che sarebbero i servizi necessari, dobbiamo, invece, riflettere veramente di quale modello di ospedale vogliamo e in quale rete dei servizi. Dobbiamo pensare a dei servizi che abbiano una capacità di flessibilità, di cambiare, anche di mutare il proprio aspetto, perché l’aspetto va mutandosi nelle emergenze e nel tempo con i nuovi bisogni di salute. Quindi è necessario vedere le opportunità nella fase emergenziale e non ragionare in termini di guerra, termine, quest’ultimo, che non amo.

Il paradosso è che discutiamo un bilancio profondamente anacronistico, già depositato al protocollo di approvazione dei revisori il 9 marzo:  un mese dopo ed è già vecchio.

Scritto quando le priorità erano altre, le esigenze diverse, gli obiettivi assai diversi. Lo stesso maxi emendamento è fuori dalle esigenze amministrative attuali. Ritengo inutile redigere un bilancio con le entrate dei musei, o con quelle del teatro, o con le entrate incassate dai parchimetri: questi soldi non ci saranno più.

C’è adesso da discutere l’utilizzo migliore, per la nostra comunità, di un così corposo avanzo. Abbiamo, però, rilevato, come gruppo di CF alcune importanti novità, direi in controtendenza. La prima è la realizzazione della bretella di collegamento da via dell’industria fino alla frazione di Fossoli: una bretella che si attendeva ormai da decenni. Ecco un vero elemento di novità. Da approvare anche il punto importante dello stanziamento di un milione e mezzo di euro per il miglioramento antisismico (anche) degli edifici scolastici , non mancano una serie di interventi sulla mobilità sostenibile, penso, ad esempio al progetto del sovrappasso ciclopedonale sulla tangenziale Bruno Losi. Ecco, questi sono per noi di CF, elementi di assoluta novità. Il nuovo progetto di prolungamento di via dell’industria potrebbe portare, nel tempo, ad un declassamento della tangenziale Bruno Losi con un più facile attraversamento di questa. Tuttavia, ci sono ancora, da un punto di vista infrastrutturale dei grossi gap: non vedremo , per esempio, nessun sottopasso della ferrovia di via Roosevelt nei prossimi cinque anni. Non vedremo nulla riguardo la sede degli uffici comunali né tantoneno sulla sede dei servizi sociali, ormai in sede provvisoria da troppo tempo.

Un bilancio con poche luci e tante ombre. Manca, colpevolmente, un progetto per iniziare a concretare un “patto per il lavoro”; questa emergenza, infatti, ci sta facendo capire come la logica non deve essere quella del Comune, dell’Ente che utilizza fondi per fare delle “cose”, l’obiettivo deve essere invece quello di riuscire a “liberare” energie da parte dei cittadini e dei giovani e di tutti quelli che hanno voglia di mettersi in gioco. Invito a non concentrarsi nella logica sterile e miope del “fondo”: anche se questo è, senza dubbio, qualcosa di indispensabile, evidenzio, nelle logiche emergenziali. Approvo l’idea lanciata dal Sindaco di creare una sorta di cabina di regia con persone che hanno competenze. E rilancio, ci vogliono diverse cabine per coinvolgere le tante intelligenze e competenze della nostra città. Io integro con un’altra piccola idea, solo per farmi capire: avremo, per lungo tempo ancora , la necessità di favorire il commercio tramite consegna a domicilio: una pagina web sul portale dove c’è un elenco di di servizi esiste e va bene, ma contestualmente è necessario attivare le energie per favorire una rete di imprese, di commercianti che non possiedono le competenze per creare, magari, una loro piattaforma e-commerce. Solo per aiutare , per esempio, il piccolo commerciante che da solo difficilmente riuscirebbe a mettere in piedi e lanciare un servizio online.

Sosteniamo fortemente anche la Fondazione Cassa di Risparmio: penso all’idea di sviluppo innovativo contenuto nell’ultimo piano programmatico. Dobbiamo fare assolutamente squadra con quelle che sono le energie private e con gli enti come la Fondazione le quali possono mettere in circolo risorse vitali.

Ci aspettiamo veramente qualcosa di nuovo da parte di questa amministrazione, perché senza una nuova visione noi non ne usciamo, è una corsa lunga e questa corsa impegnativa necessita di nuovi strumenti, nuove gambe. Non dobbiamo attendere disposizioni e interventi calati dall’alto, dobbiamo partire dal centro vitale della nostra comunità : non siamo in guerra, siamo in emergenza. Affrontiamo con determinazione l’emergenza ma è necessario, nello stesso tempo, immaginare rapidamente il dopo.