Sicurezza & Territorio

LA SICUREZZA A CARPI

By 20 Febbraio 2016 Febbraio 24th, 2017 No Comments

Nessuno a Carpi si sente sicuro rispetto ai reati che si registrano e le donne meno di tutti.

La sicurezza a Carpi non è per niente garantita e le forze di opposizione e i cittadini lo stanno dicendo da anni.

La risposta sbrigativa delle forze politiche di maggioranza è sempre stata che si trattava più che altro di percezione, anche se nel frattempo l’ex sindaco Campedelli installava le inferriate a tutte le aperture del suo appartamento pure se posto al secondo piano di una palazzina. Ora, con i consueti dieci anni di ritardo, si ammette che il problema è reale.

Siamo vicini alle forze dell’ordine quando lamentano la loro delusione nel vedere messi in libertà i delinquenti a pochi giorni dall’arresto: e questa è una colpa del legislatore non locale.

Nemmeno attribuiamo colpe alle forze dell’ordine, che certamente fanno del loro meglio anche coordinandosi tra loro, chiediamo però di non venirci a raccontare che i reati sono diminuiti; sono diminuiti solo i reati denunciati, moltissime volte la gente lascia perdere e non sporge denuncia.

Quando la dottoressa Ori ci dice “Appena entrate in macchina chiudete la portiera” ammette una situazione nuova e mai registrata a Carpi e cioè “Care donne, non sentitevi sicure mai e state in guardia sempre”.

Ecco fatto, siamo di fronte a reati nuovi, e siccome a Carpi i carpigiani ci sono sempre stati ad abitare vuol dire che gli immigrati c’entrano pure qualcosa, ma questo non si può dire altrimenti si è razzisti e fascisti. E’ importante stabilire da chi provengono i reati in gran parte? Sì, prima di tutto per non continuare a sentirci schizofrenici e per cercare di pensare a qualcosa di serio che contemperi accoglienza e severità.

Pare che un po’ funzioni il controllo di vicinato dove è stato sperimentato, ma si tratta di una frazione di campagna ( San Martino Secchia) e, paradossalmente, forse è più facile controllare qualcuno che si aggira tra le case di paese che tutti i balconi e le porte di un quartiere quando fa buio. Comunque la giunta di Carpi si è accorta, coi canonici dieci anni di ritardo, che la vigilanza dei cittadini serve. Quando Argio Alboresi propose le ronde furono alti strilli, se invece di criminalizzare il vocabolo stesso le si fosse avvicinate e guidate ad essere uno strumento utile e ragionato (mettendo un nome coniato dal PD, perché è questo che conta), adesso avremmo un altro mezzo già sperimentato e utile a difenderci.

Un altro strumento che CARPI FUTURA propone da tempo è quello di avere una consulta per l’immigrazione meno zuccherosa e inutile e di trasformarla invece in un luogo dove si stringono patti di cittadinanza con le varie etnie per concordare azioni di controllo e di conoscenza. Patti per individuare le cause possibili di delinquenza e per capire perché certe frange si autocollocano ai margini della comunità, danneggiando non solo quest’ultima, ma se stessi e le loro famiglie.

Ultimamente i quotidiani locali non fanno a tempo a inseguire i fatti di furti e rapine che si susseguono, uniti a quelli di prepotenze minori e degrado cittadino. E’ più che ovvio che una situazione del genere non può aspettare i canonici dieci anni che normalmente servono al PD per prendere atto di una situazione già ora insostenibile e nel silenzio di chi ci amministra.

Per inciso ricordiamo che, ove servano leggi nazionali, il partito che governa Carpi è il medesimo che governa l’Italia intera, però in altre faccende affaccendato.

Firmato

LISTA CIVICA CARPI FUTURA