Cose serie dette scherzando

Intervento Sergio Vascotto

By 16 Febbraio 2015 Febbraio 24th, 2017 No Comments

Stimolato dal simpatico intervento di Silvia Caserio per la Consulta Sociale, condivido le mie considerazioni sulla riunione della Consulta Ambiente di lunedì scorso 16 febbraio. Presieduta da Mario Poltronieri (Lega Ambiente e direttivo Parco Lama).

La convocazione era incentrata sulla relazione di Simone Tosi relativamente alla manutenzione, cioè potatura e sostituzione delle alberature nelle aree verdi.

Presenti una mezza dozzina di sigle dell’associazionismo ambientalista (WWF, Lipu, Oasi La Francesa, Italia Nostra, Parco Lama) e di varia socialità (Progetto Chernobyl; Gruppo Archeologico; Arci- qualcosa) oltre a due esponenti-uditori in delega dei consiglieri M5S, a norma di regolamento interno partecipanti ma senza diritto di intervento, come si è affrettato a precisare Medardo Pellicciari (Italia Nostra e verbalizzatore della riunione). Visto quindi che i delegati dei consiglieri comunali non potevano intervenire, ho quindi giustificato la mia presenza come rappresentate del Parco lama.

Debbo dire che all’inizio la cosa più divertente è stata il battibecco tra Medardo e Simone Tosi sulle formalità regolatorie della riunione (numero legale, approvazione del verbale precedente, durata degli Interventi e diritto agli stessi) che ha costretto il nostro assessore ad interrompersi più volte, perdendo il filo del discorso e quasi minacciando di andarsene. Trovato alla fine un equilibrio tra il ruolo di ospite-relatore e quello di padrone-di-casa, Tosi ha sciolto le lodi della coscienza verde delle amministrazioni di cui ha fatto parte che permette oggi a Carpi di vantare circa 35.000 piante/alberi, di cui 11K lungo-stradali e 24K nelle aree verdi occupando molti Mq di territorio comunale (in pratica come superficie globale quella di un Parco Lama a macchia di leopardo).

Il problema della manutenzione è molto diverso se trattasi o meno di alberature stradali e di queste se trattasi di viali storici (Biondo, Carducci, De Amicis, Galilei, Focherini, ecc) oppure di scorrimento (Manzoni) o di periferia urbana (Cadamosto, Marco Polo). In generale gli interventi sono manutentivi (? : Qui mi sarebbe piaciuto capire il concetto tosiano di manutenzione di un albero) e per quelli sostitutivi si chiede sempre un contro parere di un consulente esterno (addirittura!) Qualche domanda a questo punto sul fatto che le essenze sostituite debbano o meno essere rimpiazzate con altre dello stesso tipo e sul concetto di verde per quantità (semplificando più alberi = più aria pulita) o per elementi del paesaggio (le piante in città sono esse stesse un elemento architettonico e definiscono con la loro forma e la loro crescita una prospettiva della vita comunitaria: un albero solitario e maestoso può essere più apprezzabile, anche in termini di ricambio di ossigeno, di un giardinetto sovraffollato di alberelli). Visioni diverse che in mancanza di una visione di chi è preposto diventano conflittuali nella gestione quotidiana.

Tosi si è ben guardato dall’indicarci una scelta di politica del verde, che sia propria o dell’amministrazione: ha solo rilevato che ogni intervento radicale solleva un comitato NO-QUESTO-NO, per cui invece di innovare (sostituzioni programmate e graduali delle essenze invecchiate) è meglio limitarsi a mantenere le piante fino al limite di una conclamata sicurezza pubblica (cedimenti e crolli strutturali delle piante: viale Manzoni e anche via Galilei). Il suo punto di forza: la spesa annua di bilancio, 250.000 euro per la manutenzione e 150.000 per gli investimenti sul verde (nuove piantumazioni decorative, es. le rotonde; oppure a bosco, es area della bretella nord adiacente il club Giardino). Mia considerazione: mi sembra impossibile che si spendano ogni anno così tanti soldi per risultati così poco evidenti. Per il 2015 vengono aggiunti altri 400.000 straordinari per la manutenzione del dopo nevicata. Con altre “piccole spese” il totale investimento quest’anno toccherà quasi il MILIONE di euro: mah!

Domande-risposte specifiche:
• In viale Manzoni i vasconi corrispondono ad un intervento innovativo, mutuato da esperienze nord-europee, in profondità rispetto al sito di collocazione per cui alla futura pianta sarà consentito sviluppare le proprie radici senza interferenza con cavi e condotte varie sotterranee.
• In via Griduzza (zona tra la rotonda del club giardino e la trattoria Cacciatori) la sostituzione dei pioppi abbattuti con siepi di campagna, promessa a suo tempo non è ancora stata attuata per il mancato accordo con il Consorzio della Bonifica sui modi di manutenzione delle rive del canale.
• Il comune dispone di due tecnici agronomici con competenze specifiche, non si è ritenuto finora di attivare la figura del consulente paesaggistico.
• Il giardino comunale (dietro al teatro e municipio) sarà ristrutturato nell’ambito del piano architettonico di recupero dell’area Campo san Rocco (Malatesta) fino a via Matteotti (Palazzo Caleffi – ex-Valenti). Mio suggerimento: un giardino storico meriterebbe di essere chiuso con muretto e cancellata (come era fino ai primi anni ’50 e in coerenza con i giardini delle ville prospicenti viale Carducci : Mamma Nina; Ceretti e altre). L’apertura da fare in armonia quanto già avviene per il cortile del Castello, eviterebbe/limiterebbe vandalismi notturni.
• Parco Lama, gli interventi di questa portata debbono essere inquadrati nella prospettiva del PSC e del suo allargamento alle Terre d’Argine (… cioè: campa cavallo!)

Prossima convocazione della Consulta Ambiente: lunedì 2 marzo. Argomento di discussione: amianto. Io purtroppo sarò via per lavoro, quindi chiederò un sostituto come Parco Lama e magari se qualcuno vuole partecipare in delega dei nostri consiglieri.. anche solo come uditore, ma credo che ne valga la pena!