Salute & Famiglia

I numeri della sanità pubblica

By 6 Agosto 2018 Agosto 10th, 2018 No Comments

 

(Dati della Corte dei Conti e FIASO – Federazione Italiana Aziende Ospedaliere)

In 5 anni riduzione dei ricoveri ospedalieri dell’11,7% soprattutto quelli a bassa complessità con conseguente appropriatezza ottimale nell’uso delle strutture.

Insufficiente invece la risposta alla integrazione tra assistenza ospedaliera e assistenza domiciliare (mancano i Medici di base).

Aumento della mobilità sanitaria da Sud a Nord. Aumento del ricorso alle strutture sanitarie private dal 22 al 32 % rispetto a 5 anni fa (con sensibili differenze regionali).

Nei prossimi 5 anni mancheranno 11.800 medici (per pensionamenti e spostamento nel privato) non compensati dagli oltre 6.600 medici neo laureati nel 2020. Nel computo non sono considerati i MMG (Medici di base).

Il gap maggiore sarà per gli igienisti (futuri amministratori di USL) ridotti del 93%, gli anatomopatologi ridotti dell’81%, internisti, psichiatri, chirurghi, anestesisti e fisiatri ridotti di circa il 50 %.

I nostri medici ospedalieri sono i più anziani d’Europa: il 51% ha superato i 55 anni, contro il 40 % dei medici francesi e tedeschi e il 10 % degli inglesi (che fino ad ora), Brexit permettendo, hanno favorito moltissimo l’immigrazione sanitaria dall’Italia.

Tra le soluzioni proposte: contratti ad hoc per i medici ospedalieri e di base che prolunghino l’attività fino a 70 anni.

Attività di reparto affidata a medici in formazione presso le scuole di specialità (che fino ad ora hanno svolto attività solo in Policlinici universitari).

Neo laureati per la fase post acuzie con supervisione di medici anziani.

Aumento delle borse di studio per neolaureati che si indirizzino a specializzazioni in settori particolarmente deboli (Pronto Soccorso, Igiene, Anatomia Patologica e Medici Medicina Generale).

Ed infine, in un paese in pieno boom delle cronicità, bisognerà fare affidamento a nuove figure professionali cioè agli infermieri che si presentano numerosi ai concorsi di assunzione e affidare loro ruoli organizzativi e di direzione sanitaria fino ad ora (e per motivi medico-legali) solo appannaggio dei laureati in Medicina e Chirurgia.

Commento personale: l’ultima delle soluzioni suddette, e cioè l’utilizzo di personale professionista sanitario non medico affidatario di mansioni organizzative, è già stato attuato nella nostra ASL dal Direttore Annichiarico, ma è troppo presto per valutarne l’efficacia. Fino ad ora si registrano molti mal di pancia sia tra i medici che tra gli infermieri.

Le altre soluzioni suggerite e cioè l’utilizzo degli specializzandi in formazione non solo presso i Policlinici ma anche presso i reparti ospedalieri, e la soluzione di contratti ad hoc per i medici over 65 affinché ricoprano il loro ruolo fino a 70 anni, sono soluzioni di buon senso, già utilizzate in altre nazioni (Spagna) e non si capisce cosa si aspetti a metterle in pratica.

Ma i Medici ospedalieri, che da 10 anni sono inquadrati come “Dirigenti medici”, in realtà non dirigono un bel niente e mai sono stati consultati per scelte piccole o grandi che riguardano l’organizzazione del lavoro in Ospedale. Discorso diverso per i Medici universitari che possono continuare la loro attività fino a 70 anni e che vogliono mantenere il controllo sugli specializzandi.

Che la soluzione andasse trovata nel mondo universitario, l’aveva capito anche Renzi che già nel 2015 attuò una miniriforma che riguardava la durata degli anni di specializzazione (che da noi è la più lunga in Europa) ridotti di un anno (da 6 a 5 e da 5 a 4) con notevole risparmio per le casse dello Stato (gli specializzandi vengono stipendiati). I risparmi così ottenuti dovrebbero essere reinvestiti per creare quei 2000 nuovi accessi alle scuole di specialità che ora sono a numero chiuso.

Non si è parlato dei MMG che sono pochi, demotivati, strozzati da mille obblighi burocratici e fiscali (Irap, 730 precompilato, utilizzo del Pos) a cui si chiede di garantire la continuità terapeutica tra ospedale e territorio, di collaborare con gli specialisti nella futura gestione delle Case della Salute e dulcis in fundo anche prescrivere la ricetta per la cannabis!

Come per i medici ospedalieri, suggerirei di chiedere il loro parere prima di intraprendere azioni sul Distretto di cui sono i veri artefici.

Per finire, una nota ridicola (non ho detto divertente!) che riguarda Sergio Venturi, Presidente del comitato di settore REGIONI E SANITA’ nonché assessore Emilia Romagna che auspica che il sistema della Sanità pubblica si muova all’unisono in uno spirito di collaborazione istituzionale, approccio sicuramente preferibile all’allarmismo!

Caro assessore, tutto quanto sta succedendo si sapeva da anni e non si è fatto abbastanza e non certo per colpa dei medici: ora lei cerca di buttare acqua sul fuoco, quando invece sarebbe necessario un piano Marshall fatto da nuovi dirigenti e nuovi attori.

Dottor Giorgio Verrini, Capogruppo Consiglieri di Carpi Futura

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Giorgio Verrini

CURRICULUM VITAE Verrini Giorgio nato a Correggio (RE) il 12 gennaio 1952. Abitante in Carpi dal 1960. Sport praticati: Pallavolo, Ciclismo,Boxe. Presidente della SocietàSportiva BASEBALL CLUB CARPI dal 1972 1975. BoyScout presso il Reparto Carpi lOdai 1966 fino ... semel scout semper scout ! Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Universita' degli Studi di Modena nel 1978 Conseguimento della Specializzazione in Chirurgia generale (1988) e Oncologia Medica (1992) presso la stessa Universita' Dipendente della Ausl di Modena dal 21 Dicembre 1980 come Dirigente Medico UO Urologia Insegnante di Fisiologia presso la Scuola Infermieri Professionali nel 1983 - 84 Responsabile dal 1990 del Laboratorio di Urodinamica dell'Ospedale di Carpi e tutt'ora referente per i problemi di incontinenza urinaria presso le UO di Neurologia, Ginecologia e Riabilitazione Esperienze di lavoro a Lione ed a Innsbruck inerent i a problemi di urodinamica e vescica neurologica Autore e coautore di oltre 80 pubblicazione scientifiche Relatore al Congresso Europeo di Urologia ( Parigi 2007) Esecutore in primis di oltre 250 interventi di impianto di protesi (INVANCE, ADVANCE, ProACT , Ams800, bulking-agent, TVT , TOT , insitu-sling, mesch per prolasso) per incontinenza urinaria maschile e femminile Dal Gennaio 2009 al Febbraio 2012 Dirigente Responsabile del Day Surgery Urologico dell 'Ospedale di Vignola- Consigliere Comunale di Alleanza per Carpi (ApC ) nell'ultima Legislatura . Sposato, con una figlia Nonno.