Economia & ImpreseGiovani & LavoroSalute & FamigliaSicurezza & Territorio

Gioco d’azzardo e controlli. Una nostra interpellanza.

By 26 Maggio 2017 Dicembre 1st, 2017 No Comments

INTERPELLANZA SU GIOCO D’AZZARDO E DIPENDENZA

Premesso che

Il gioco d’azzardo muove circa 90 miliardi di Euro in Italia, con rimessa sotto forma di vincita di oltre 70 miliardi. La tassazione sul guadagno porta ad entrate per lo Stato di circa 9 miliardi di Euro. Le imprese del settore (videolottery, slot machine, lottomatica, lotterie istantanee, ecc.) sono 5.200 con oltre 200 mila addetti. L’incremento annuo dal 2015 al 2016 è oltre l’8 %. Il numero delle slot machine è di circa 400 mila. La concentrazione di slot machine di ultima generazione, quelle cioè che utilizzano non monete ma banconote, è in Italia la più alta d’Europa e garantisce oltre 23 miliardi di entrate. Non è noto l’ammontare delle video scommesse su eventi sportivi in quanto le maggior parte delle società “on line” hanno server e banche dati all’estero ed eludono le imposte fiscali in Italia.

Considerato che

Il gioco d’azzardo provoca patologia del comportamento sociale, la cosiddetta ludopatia, che altro non è che una vera e propria dipendenza patologica ben codificata nel Manuale dei Disturbi Mentali analogamente all’alcolismo e tossicodipendenze. 
I danni sociali sono ingenti e sono rappresentati da esclusione dal mondo del lavoro, depressione grave, rovina del patrimonio personale e familiare, usura. A cui occorre aggiungere i costi del SSN per il trattamento ed il recupero di quanti si rivolgono alle Unità Operative Dipendenze Patologiche delle AUSL.
Il Ministero della Sanità ha definito la ludopatia come emergenza sociale da affrontare mediante l’approntamento di misure dissuasive e restrittive.
I punti salienti di tali misure, necessarie secondo la nostra analisi del fenomeno, sono:
 

  1. controllo dei Nulla Osta dei gestori;

  2. Introduzione della tessera sanitaria per accedere alle slot;

  3. Limitazione del tempo massimo di gioco;

  4. Eliminazione dei premi di sala o jackpot aggiuntivi.

Tutto ciò premesso e considerato,

si interpella il Sindaco, quale responsabile della salute pubblica di Carpi, per sapere:

  • a che punto è arrivato il dibattito tra Stato e Regioni circa le autonomie degli Enti sulle misure da adottare per contrastare il dilagante fenomeno del gioco d’azzardo. In particolare se sia possibile realizzare le misure richieste dal Ministero della Sanità ed inoltre se sia nelle competenze del Sindaco dimezzare il numero delle slot machines e ridurre al massimo la concessione per l’apertura di nuove sale.

  • Inoltre se sia davvero possibile facilitare i controlli delle forze dell’ordine per limitare gli orari di gioco e controllare l’identità dei giocatori. 

  • Se sia nelle competenze del Sindaco concentrare slot, Awp, ecc, in pochi centri facilmente controllabili, eliminandole in particolare da bar e tabaccherie e incentivando concretamente la dismissione delle stesse mediante contributi economici di competenza comunale (es. riduzione della Tari o riduzione delle tasse di occupazione del suolo, ecc. ) o supporto legale per la difficile richiesta di cessazione di contratto d’affitto delle stesse.

Tutto quanto sopra servirà ad arginare il fenomeno delle ludopatie solo se robustamente affiancato ad interventi didattico-educativi da eseguirsi nelle scuole medie inferiori e superiori, oltre che nei Circoli ricreativi, Parrocchie e Società sportive. 
E servirà anche a far sì che non si metta solo un cerotto su una gamba di legno, come ebbe a dire un assessore carpigiano esperto di falegnameria.

Grazie. 
Consiglieri per Carpi Futura: G.Verrini., A.Azzi., Paolo Pettenati

30456770604_ed07145b87_k