Salute & Famiglia

Foro boario e ostello: quali opportunità?

By 21 Novembre 2018 No Comments

Sabato mattina ore 9,30, sto parlando con un conoscente di fronte al Queen’s Tavern a pochi metri dal marciapiede del Foro Boario, vicino alla bancarella di frutta e verdura. Sul marciapiede, per niente intimorito, transita tranquillamente un ratto, non meno di 400 grammi. Una ragazza caccia un urlo, un signore, “viste le dimensioni”, chiede se trattasi di una nutria. Una signora commenta che per come è tenuto l’ambiente circostante, il ratto non può che trovarsi bene e quindi non mancherà di proliferare. Intorno allo stabile da mesi c’è di tutto, dal televisore alle sedie a scatoloni pieni di cianfrusaglie, pannelli di legno ecc. tutto in ordine sparso “ tutto materiale da discarica”, portarcelo no? Una derattizzazione no? Lo spettacolo è indecente. Il marciapiede antistante lo stabile è percorribile solo “a senso unico alternato”. Il verde dell’aiuola lo ha invaso, lo spazio è ridotto e due persone non ce la fanno a incrociarsi. Come non ce la fanno le persone in difficoltà che hanno bisogno di qualcuno che le sostenga. Come non ce la fanno i disabili, non c’è più spazio tra il muro e il verde per il transito di una carrozzina. L’alternativa per pedoni e disabili è camminare tra via Alghisi e il parcheggio con notevoli rischi dati dalle auto in movimento. Certo, sono passati “solo“ sei anni dal terremoto e da quando Aimag ha traslocato occupando l’Ostello, pare non sia più stata fatta nessuna manutenzione, né alcun tipo di pulizia, come se questi non fossero comunque verde e marciapiede pubblico del Comune di Carpi, usato in special modo in occasione del Mercato Contadino. Lo stabile del Foro Boario è del Comune, a luglio sono iniziati lavori per 35 mila euro, siamo a novembre e hanno “già” tinteggiato le inferriate e allacciato qualche cavo. Vista celerità e impegno con cui procedono lavori, vista la fretta di Aimag e del Comune di liberare l’Ostello, col trasloco potremmo ottimisticamente arrivare a Pasqua. Ostello che a suo tempo era stato dato in gestione a Legambiente e ad Appena Appena, associazione Culturale di Carpi, poi causa terremoto e cambio d’uso non è mai entrato in attività. Ci si è tanto infervorati sul progetto di realizzare un altro allacciamento Autostradale, c’è chi ha sostenuto che avrebbe anche portato più turisti a Carpi. Vi sarebbe stato soltanto un ulteriore consumo di suolo agricolo, coperto irreversibilmente di catrame e cemento. Sono altre le attività e condizioni da mettere in campo per attirare quel turismo che ci sfiora a Ovest con l’autostrada e a Est con la ferrovia. Abbiamo un ostello a 200 metri dalla stazione ferroviaria e da anni non riusciamo a farlo funzionare. Ammesso che Aimag traslochi, vi saranno poi lavori di ristrutturazione interni dello stabile, per riattivare le funzionalità dell’Ostello che passati 6 anni forse saranno anche superate e qui si potrebbero fare scommesse, su se e quando entrerà mai in funzione, visti i tempi che questa amministrazione fa trascorrere tra il dire e il fare. Sarebbe un miracolo, raramente, ma a volte le elezioni lo fanno succedere, se per la prossima estate l’Ostello di Carpi potesse far parte del circuito di Interrail Europeo, offrendo almeno ai giovani in transito ferroviario l’opportunità di sostare a Carpi, in modo possano conoscere, apprezzare e magari pubblicizzare la nostra città una volta rientrati nei loro paesi.

di Vanel Salati

*Ekoclub Carpi

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