Salute & Famiglia

E’ un dramma per tutta la città.

By 6 Novembre 2020 No Comments
Avvertiamo il dramma di cui è vittima la Casa protetta (ci piacciono i vocaboli espliciti più delle sigle) Quadrifoglio. E ci sentiamo molto vicini a tutti gli anziani che, questo è sicuro, colpe non ne hanno, se non quella di essere fragili e di essere riuniti in un luogo tutti insieme dove il contagio è possibile e pure molto probabile.
Siamo vicini ai parenti che adesso vivono l’angoscia della lontananza e dell’incertezza, siamo vicini anche agli operatori e ai dirigenti (almeno a quelli che hanno fatto di tutto per evitare questa situazione di contagio così estesa, perché un qualche fallo o leggerezza ci possono essere stati).
Adesso tutti dentro al Quadrifoglio pagano con la paura e con un lavoro che diventa ancora più faticoso e duro. E’ un dramma per tutta la città.
Perciò non faremo domande sulle misure di sicurezza, sui tamponi, quando sono stati fatti, a chi, se sono state usate mascherine FFP2 o semplici chirurgiche, ecc. ecc. perché prevediamo risposte scontate e di facciata. Facciamo una domanda sola: qualcuno ci ha dormito sopra?
Invitiamo il Grande Comunicatore carpigiano a fare una panoramica completa e sincera di questo disastro, dagli esordi fino ad ora. Disastro con grave situazione sanitaria di contagio in un luogo che, già dalla prima ondata, sapevamo essere estremamente fragile.
C’è stata una Commissione consiliare delle Terre D’Argine pochi giorni fa, alla presenza dei consiglieri, del sindaco e di diverse autorità sanitarie locali, si è parlato di tante cose, praticamente di tutto, ma non un cenno al Quadrifoglio che certamente era già scivolato nei primi casi. Sempre lo stesso stile.
Chiediamo al sindaco, quando fa le sue comunicazioni, di astenersi da quella orribile frase che…. sono morti quattro al Quadrifoglio, ma erano molto anziani e con diverse altre malattie. Che bella scoperta ! Le Case protette sono piene tutte di anziani molto anziani e con molte malattie, altrimenti non sarebbero lì !
Un caldo abbraccio agli anziani e, al prossimo Consiglio comunale, il sindaco dica ai consiglieri e alla città quello che c’è da dire, possibilmente in modo sintetico, veritiero e senza fare comizi.