Sicurezza & Territorio

Consumo del suolo: le nostre proposte

By 18 Marzo 2022 No Comments

Il consumo di suolo rappresenta un’emergenza fortemente correlata al fenomeno del cambiamento climatico, da anni denunciato da studi riguardanti ogni parte del mondo.

In Italia, la situazione è ben descritta nel rapporto annuale sul consumo di suolo a cura di ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – che indica ormai raggiunto il 7,11% di copertura artificiale del territorio nazionale, rispetto alla media UE del 4,2%. Il Forum dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio ‘Salviamo il Paesaggio’ (Rete civica nazionale) ha consegnato a tutti i gruppi parlamentari una proposta di legge redatta da un Gruppo multidisciplinare di 75 esperti.

A questa sono seguite proposte da parte di gruppi parlamentari, finora senza alcun esito legislativo, nonostante la Corte dei Conti abbia espresso un forte invito a Stato e Governo a produrre “norme e azioni di radicale contenimento del consumo di suolo”.

La stessa Corte ha rilevato che il peggioramento dei fenomeni di dissesto idrogeologico rappresentano per il nostro Paese un forte impegno finanziario ogni anno e che il consumo di suolo non deve superare la crescita demografica. Il rapporto ISPRA presenta dati allarmanti anche sulle conseguenze economiche del consumo di suolo, ovvero i “costi nascosti” dovuti alla perdita dei servizi ecosistemici che il suolo impermeabilizzato non è più in grado di fornire. Solo per gli ultimi otto anni sono stimati oltre tre miliardi di euro l’anno e si stima che entro il 2030 si avrebbe una ‘perdita’ di quasi 100 miliardi di Euro (in pratica metà dell’intero PNRR).

 Il suolo naturale è il principale fornitore di servizi ecosistemici, quali: stoccaggio e sequestro di carbonio, qualità degli habitat, produzione agricola, produzione di legname, impollinazione, regolazione del microclima, rimozione di particolato e ozono, protezione dall’erosione, regolazione del regime idrologico, disponibilità di acqua, purificazione dell’acqua.

Basti pensare che ogni ettaro di terreno fertile assorbe circa 90 tonnellate di carbonio, è in grado di drenare 3.750.000 litri d’acqua e può sfamare 6 persone per un anno.

Il rapporto ISPRA stima che la perdita di servizi ecosistemici, per ogni ettaro di suolo consumato si traduce, sotto il profilo economico/finanziario, in un costo/danno tra 66.000 e 81.000 €/anno per il flusso di servizio che il suolo non sarà più in grado di assicurare, e tra 23.000 e 28.000 anno per lo stock di risorsa perduta.

Complessivamente, tra 89.000 e 109.000 € per anno per ciascun ettaro consumato, ovvero una media di 10 €/anno per ogni metro quadrato di nuovo suolo consumato, e per tutti gli anni a venire.

Se questi ‘costi nascosti’, di fatto non vengono calcolati a proprio carico da chi vorrebbe consumare nuovo suolo, né sono imputabili come uscite o perdite nei bilanci comunali, altresì essi costituiscono un danno reale che la collettività tutta subirà e che, come tale, va considerato ed evidenziato nel bilancio sociale e di sostenibilità di ogni Comune.

In particolare, la conoscenza di questo dato dovrebbe costituire importante elemento di riflessione sulle scelte passate e future di ogni Comune e prima di consentire nuovo consumo di suolo.

TENUTO CONTO CHE

Gli elementi esposti in premessa dovrebbero indurre ad agire subito azzerando qualsiasi previsione di nuovo consumo di suolo naturale, privilegiando il riuso mirato di aree impermeabilizzate e sostenendo e indirizzando interventi di rigenerazione urbana.

CONSIDERATO CHE

Nonostante l’attenzione dichiarata da diversi livelli istituzionali verso le emergenze ambientali, corriamo il rischio che il nostro Parlamento non riesca a votare in tempi brevi una legge in grado di tutelare il suolo.

In tale contesto un’azione immediata e diffusa a livello locale sembra l’unica strada percorribile, anche per una concreta assunzione di responsabilità collettiva verso le generazioni future.

Tutto ciò premesso, tenuto conto e considerato, il Consiglio Comunale di Carpi impegna Sindaco e Giunta a:

  • svolgere concreta opera di sensibilizzazione rivolta al contrasto del consumo di suolo nel territorio di propria competenza, ponendo contemporaneamente in atto azioni amministrative e informative volte a sensibilizzare tutti i portatori di interesse (stakeholder) in merito al riutilizzo e recupero dei terreni e fabbricati vuoti o sfitti.
  • redigere, a riprova di coerenza, un apposito bilancio ambientale e di sostenibilità annuale per il proprio comune in cui sia evidenziato che per ogni ettaro di suolo consumato si genera una perdita di servizi ecosistemici a danno della collettività. Tale perdita sarà stimata in 100.000 euro/ettaro e aggiornata negli anni successivi con riferimento agli indicatori di ISPRA.
  • predisporre, a riprova di serietà, in caso di varianti urbanistiche, un’adeguata valutazione della perdita di servizi eco-sistemici che il consumo di suolo naturale comporterebbe o, al contrario, del beneficio che l’eventuale revisione in riduzione di consumo di suolo precedentemente pianificato apporterebbe alla collettività.

Il Consiglio Comunale di Carpi impegna inoltre il Sindaco alla più ampia diffusione pubblica della presente mozione con comunicazioni specifiche a Enti pubblici e Soggetti privati portatori di interessi, per favorire l’avvio di questa buona pratica nell’intero nostro Paese.