Polveri sottili e Problemi grossi
ottobre 13, 2017 (No Comments) by Giorgio Verrini

Con l’arrivo dell’autunno si riapre la questione inquinamento, specialmente in Pianura Padana sia per l’elevato tasso di umidità che favorisce un maggior assorbimento bronchiolare di agenti inquinanti, sia per l’alta concentrazione di veicoli.

Ma la questione inquinamento, benchè ricorrente e niente affatto migliorata, si arricchisce di nuovi elementi su cui riflettere.

Per primo metterei il disastroso primato della città di Modena come la più inquinata d’Europa da PM 10 e Ossido d’Azoto (NOx ). Per secondo, il rapporto annuale dello IARC (Agenzia Interna Ricerca Cancro) che registra un netto aumento di tumori dell’apparato respiratorio che vanno ad aggiungersi ai quasi 10 mila casi all’anno di decessi per cause cardio-polmonari e, terzo elemento su cui riflettere, è l’aspetto deludente e un po’ schizofrenico delle misure adottate.

Mi spiego meglio: a fronte della Procedura di infrazione aperta dalla UE contro l’Italia per i costanti sforamenti dei valori limite di emissione di PM10 e NOx (valori limite fissati nel 2010) ed in seguito al D Lgs 155/2010, è stato partorito il PAIR cioè il piano aria integrato regionale (Aprile 2017), con lo scopo di adottare misure anti-inquinamento coordinate in tutto il bacino padano.

E qui sta l’aspetto deludente, nel constatare cioè che sono stati messi in campo provvedimenti simili a quelli adottati negli anni scorsi, come la sospensione alternata e saltuaria del traffico veicolare nei centri urbani, risultati del tutto insufficienti tant’è che Modena continua ad essere la città più inquinata d’Europa.

L’aspetto schizofrenico si evince nel constatare che la Direttiva Europea n. 50/2008 rivolta ai capi di Stato impone l’obbligo di rispettare i livelli di emissione di NOx e PM 10 mediante l‘utilizzo di provvedimenti seri ed incisivi, provvedimenti che però cozzano contro la macchinosa burocrazia italiana dove aspetti giuridici, amministrativi e pragmatici sembrano in perenne contrasto .

Ad esempio l’articolo 7 comma 10 lettera “b” recita : Nei centri abitati i Comuni possono con ordinanza del Sindaco … limitare la circolazione di tutte o alcune categorie di veicoli per accertate e motivate esigenze di prevenzione degli inquinamenti e di tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale, conformemente alle Direttive impartite dal Ministro delle infrastrutture e trasporti ( MIT ) sentite per competenze, il Ministro dell’ambiente e Ministro dei Beni culturali.

Quindi è chiaro che, se il MIT non mette a disposizione una particolare circolare o direttiva specifica, il Sindaco non può limitare o bloccare la circolazione di alcune categorie di veicoli risultanti essere altamente inquinanti.

I veicoli maggiormente produttori di polveri sottili (Pm dall’inglese particular matter ) e Ossido di azoto ( particolarmente biossido d’azoto NO2 ) così pericolosi per la nostra salute, sono quelli con motori diesel, più inquinanti dei motori a benzina e molto più inquinanti dei motori che utilizzano gas metano . L’eccesso di emissioni di Pm e NOx delle auto diesel è legato a caratteristiche del motore ma anche a inganni del sistema di controllo delle emissioni inquinanti esploso nel 2014 con l’eco scandalo “ dieselgate” che ha coinvolto le auto prodotte dal gruppo Volkswagen ( e le consociate Audi, Porche e Daimler ) e BMW.

Come ammesso dallo stesso Oliver Schmit, ex manager ora agli arresti, il reale valore delle emissioni di Pm 10 e NOx è 40 volte superiore a quello consentito, ma tutto questo è mascherato da un software che permette di gabbare i test di controllo che vengono eseguiti sulle auto prima della immissione sul mercato.

Il caso “dieselgate” ha sconvolto l’immagine della serietà industriale tedesca con pesantissime ripercussioni politiche ( i Verdi tedeschi sono tornati al governo ), finanziarie ( gli USA non importeranno autovetture diesel e pretendono il ritiro di quelle in circolazione ), economiche ( rimozione gratuita del software pirata e opportuna regolazione di tutte le auto Volkswagen ).

Inoltre la Svizzera ha stabilito da subito di proibire l’immatricolazione di alcuni modelli diesel di grossa cilindrata e di permettere la circolazione solo a quelli già immatricolati solo se i loro propulsori vengono messi a norma .

A Stoccarda il sindaco vieta l’uso urbano di auto diesel.

Class action contro i “ cartelli” delle industrie automobilistiche tedesche stanno sorgendo sia in Germania e sia in Italia .

Una cosa è certa: su oltre 11 milioni di veicoli richiamati, in due anni, solo 1.8 milioni sono passati per le opportune modifiche nelle officine Volskswagen e oltre 8.5 milioni continuano a circolare ed inquinare pesantemente l’aria che respiriamo e questo durerà finché non verranno messe in campo misure coercitive per modificare e regolarizzare , gratuitamente e secondo quanto previsto dalla Legge, i propulsori diesel.

Altrimenti i meritori programmi ed i corposi impegni anti inquinamento messi in campo dal PAIR non saranno efficaci .

Consigliere capogruppo Giorgio Verrini .

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ottobre 13, 2017 (No Comments) by Giorgio Verrini

Con l’arrivo dell’autunno si riapre la questione inquinamento, specialmente in Pianura Padana sia per l’elevato tasso di umidità che favorisce un maggior assorbimento bronchiolare di agenti inquinanti, sia per l’alta concentrazione di veicoli.

Ma la questione inquinamento, benchè ricorrente e niente affatto migliorata, si arricchisce di nuovi elementi su cui riflettere.

Per primo metterei il disastroso primato della città di Modena come la più inquinata d’Europa da PM 10 e Ossido d’Azoto (NOx ). Per secondo, il rapporto annuale dello IARC (Agenzia Interna Ricerca Cancro) che registra un netto aumento di tumori dell’apparato respiratorio che vanno ad aggiungersi ai quasi 10 mila casi all’anno di decessi per cause cardio-polmonari e, terzo elemento su cui riflettere, è l’aspetto deludente e un po’ schizofrenico delle misure adottate.

Mi spiego meglio: a fronte della Procedura di infrazione aperta dalla UE contro l’Italia per i costanti sforamenti dei valori limite di emissione di PM10 e NOx (valori limite fissati nel 2010) ed in seguito al D Lgs 155/2010, è stato partorito il PAIR cioè il piano aria integrato regionale (Aprile 2017), con lo scopo di adottare misure anti-inquinamento coordinate in tutto il bacino padano.

E qui sta l’aspetto deludente, nel constatare cioè che sono stati messi in campo provvedimenti simili a quelli adottati negli anni scorsi, come la sospensione alternata e saltuaria del traffico veicolare nei centri urbani, risultati del tutto insufficienti tant’è che Modena continua ad essere la città più inquinata d’Europa.

L’aspetto schizofrenico si evince nel constatare che la Direttiva Europea n. 50/2008 rivolta ai capi di Stato impone l’obbligo di rispettare i livelli di emissione di NOx e PM 10 mediante l‘utilizzo di provvedimenti seri ed incisivi, provvedimenti che però cozzano contro la macchinosa burocrazia italiana dove aspetti giuridici, amministrativi e pragmatici sembrano in perenne contrasto .

Ad esempio l’articolo 7 comma 10 lettera “b” recita : Nei centri abitati i Comuni possono con ordinanza del Sindaco … limitare la circolazione di tutte o alcune categorie di veicoli per accertate e motivate esigenze di prevenzione degli inquinamenti e di tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale, conformemente alle Direttive impartite dal Ministro delle infrastrutture e trasporti ( MIT ) sentite per competenze, il Ministro dell’ambiente e Ministro dei Beni culturali.

Quindi è chiaro che, se il MIT non mette a disposizione una particolare circolare o direttiva specifica, il Sindaco non può limitare o bloccare la circolazione di alcune categorie di veicoli risultanti essere altamente inquinanti.

I veicoli maggiormente produttori di polveri sottili (Pm dall’inglese particular matter ) e Ossido di azoto ( particolarmente biossido d’azoto NO2 ) così pericolosi per la nostra salute, sono quelli con motori diesel, più inquinanti dei motori a benzina e molto più inquinanti dei motori che utilizzano gas metano . L’eccesso di emissioni di Pm e NOx delle auto diesel è legato a caratteristiche del motore ma anche a inganni del sistema di controllo delle emissioni inquinanti esploso nel 2014 con l’eco scandalo “ dieselgate” che ha coinvolto le auto prodotte dal gruppo Volkswagen ( e le consociate Audi, Porche e Daimler ) e BMW.

Come ammesso dallo stesso Oliver Schmit, ex manager ora agli arresti, il reale valore delle emissioni di Pm 10 e NOx è 40 volte superiore a quello consentito, ma tutto questo è mascherato da un software che permette di gabbare i test di controllo che vengono eseguiti sulle auto prima della immissione sul mercato.

Il caso “dieselgate” ha sconvolto l’immagine della serietà industriale tedesca con pesantissime ripercussioni politiche ( i Verdi tedeschi sono tornati al governo ), finanziarie ( gli USA non importeranno autovetture diesel e pretendono il ritiro di quelle in circolazione ), economiche ( rimozione gratuita del software pirata e opportuna regolazione di tutte le auto Volkswagen ).

Inoltre la Svizzera ha stabilito da subito di proibire l’immatricolazione di alcuni modelli diesel di grossa cilindrata e di permettere la circolazione solo a quelli già immatricolati solo se i loro propulsori vengono messi a norma .

A Stoccarda il sindaco vieta l’uso urbano di auto diesel.

Class action contro i “ cartelli” delle industrie automobilistiche tedesche stanno sorgendo sia in Germania e sia in Italia .

Una cosa è certa: su oltre 11 milioni di veicoli richiamati, in due anni, solo 1.8 milioni sono passati per le opportune modifiche nelle officine Volskswagen e oltre 8.5 milioni continuano a circolare ed inquinare pesantemente l’aria che respiriamo e questo durerà finché non verranno messe in campo misure coercitive per modificare e regolarizzare , gratuitamente e secondo quanto previsto dalla Legge, i propulsori diesel.

Altrimenti i meritori programmi ed i corposi impegni anti inquinamento messi in campo dal PAIR non saranno efficaci .

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