Il PD non dorma sonni tranquilli
giugno 15, 2017 (No Comments) by Carpi Futura

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Per Giorgio Verrini della lista civica Carpi Futura, la quale ha fortemente appoggiato la lista novese “come si fa tra buoni fratelli”, la vittoria di Diacci  “è un ulteriore passo avanti nella sostituzione dello status quo. Un successo  grande, importante; un vero e proprio segno dei tempi. La politica con la P maiuscola sta in qualche modo tramontando, i cittadini hanno voglia di riscoprire il valore della politica dal basso, fatta di persone di buona volontà. Di gente guidata dal buonsenso”.  Con l’insediamento di Diacci a Novi, inoltre, “vi sarà un altro sindaco contrario alla fusione di Aimag in Hera e, ancora, un uomo che ha a cuore il tema della salute e del futuro del nostro Ospedale… se io fossi del Pd comincerei a non sottovalutare questo fenomeno, questi segni di cambiamento. Dal dopoguerra non era mai successo che il Centrosinistra perdesse a Novi, comune così vicino a Carpi: siamo davvero davanti a una svolta storica. Molti dicono che Diacci farà fatica a cambiare le cose, solo il tempo potrà dirlo ma intanto lui tenterà di fare politica.
Di contare. In fondo è questa la differenza tra il lamentarsi al bar e mettersi in discussione, no?”.

La netta vittoria di Enrico Diacci alle Amministrative di Novi è la dimostrazione innegabile che qualcosa è cambiato. Roccaforte rossa per antonomasia, Novi ha scelto di scommettere sulla faccia di un candidato nuovo, libero dai lacci e laccioli della politica. Il Pd è stato spodestato e ora, in occasione delle Amministrative di Carpi, si aprono scenari tutt’altro che scontati per il partitone di casa nostra. “Questo – spiega la giornalista de Il Resto del Carlino di Modena, Silvia Saracino – è un risultato che ha stupito persino Diacci, il quale con modestia e prudenza, nella lunga notte di spoglio elettorale, era sì certo di conquistare molti voti ma non certo di vincere. Per la prima volta i novesi hanno deciso di non votare il Pd preferendo al partito una lista civica, espressione più pura della cittadinanza stessa. Slegata da qualsivoglia logica di partiti o poltronifici. Una migrazione di voti iniziata già nel 2012, con una vittoria non certo entusiasmante dell’ex sindaco Luisa Turci. In un comune dove il Centrosinistra aveva sempre stravinto, i segnali c’erano già ma questa rappresenta una vera e propria svolta, un ribaltone storico, chiaro segno della voglia di cambiamento dei cittadini su cui ha certamente pesato con forza il sisma. Il terremoto a Novi è stato uno spartiacque non solo nella vita della collettività ma anche a livello politico: in quel comune il centro storico è ancora completamente devastato e la ricostruzione lenta, e questo ha inciso di certo nel voto alle urne. I novesi hanno creduto a Diacci, alla sua persona. Un cambio di direzione e di mentalità forte: hanno tolto fiducia al Partito, non ritenendo credibile il suo candidato e hanno deciso di scommettere sul nuovo. Un uomo che rappresenta una lista apartitica. Novi e Carpi sono due realtà molto lontane, sulle quali anche il sisma ha pesato in modo diverso, e credo sia difficile riuscire a paragonarle. Di certo il Pd di Carpi, in vista del prossimo appuntamento elettorale, dovrà tener conto di questo scricchiolamento nella fiducia incondizionata mostrata sinora verso il partito da parte dell’elettorato”.  Per il giornalista Rino Filippin la vittoria di Diacci a Novi “è dovuta in buona parte alla triste eredità che ha lasciato il sisma nel Comune. E’ sotto gli occhi di tutti quanto ancora sia da ricostruire su quel territorio. Qualche settimana fa, a distanza di tanto tempo, sono capitato in quel Comune  e  ho trovato un centro storico ancora gravemente martoriato, con innumerevoli ponteggi e abitazioni ridotte a ruderi. Per me che abito a Carpi è stato come ripiombare nei giorni del terremoto. Credo che i cittadini vedano in Diacci la persona che può dare un impulso alla ricostruzione e all’abbellimento di un Comune che, oggi, in un certo senso, infonde tristezza.  Dal punto di vista politico non lo chiamerei ribaltone. Non dimentichiamo che Diacci è stato per anni Consigliere Comunale del Pd e, di conseguenza, pur essendo stato eletto in una lista civica, il neo sindaco rappresenta una sorta di continuità con il passato recente. Una situazione, quella di Novi, politicamente molto distante da quella di Carpi. Qui il sisma ha fatto meno danni e anche se non tutto è stato ripristinato, il territorio appare meno segnato da questo punto di vista; poi, a dire il vero, l’Amministrazione di Alberto Bellelli sembra in grado per il momento di andare incontro alle varie richieste che vengono dalla società civile. Insomma, nel contesto attuale, un ribaltone a Carpi nelle prossime comunali lo ritengo altamente improbabile”.
Jessica Bianchi

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Di contare. In fondo è questa la differenza tra il lamentarsi al bar e mettersi in discussione, no?”.

La netta vittoria di Enrico Diacci alle Amministrative di Novi è la dimostrazione innegabile che qualcosa è cambiato. Roccaforte rossa per antonomasia, Novi ha scelto di scommettere sulla faccia di un candidato nuovo, libero dai lacci e laccioli della politica. Il Pd è stato spodestato e ora, in occasione delle Amministrative di Carpi, si aprono scenari tutt’altro che scontati per il partitone di casa nostra. “Questo – spiega la giornalista de Il Resto del Carlino di Modena, Silvia Saracino – è un risultato che ha stupito persino Diacci, il quale con modestia e prudenza, nella lunga notte di spoglio elettorale, era sì certo di conquistare molti voti ma non certo di vincere. Per la prima volta i novesi hanno deciso di non votare il Pd preferendo al partito una lista civica, espressione più pura della cittadinanza stessa. Slegata da qualsivoglia logica di partiti o poltronifici. Una migrazione di voti iniziata già nel 2012, con una vittoria non certo entusiasmante dell’ex sindaco Luisa Turci. In un comune dove il Centrosinistra aveva sempre stravinto, i segnali c’erano già ma questa rappresenta una vera e propria svolta, un ribaltone storico, chiaro segno della voglia di cambiamento dei cittadini su cui ha certamente pesato con forza il sisma. Il terremoto a Novi è stato uno spartiacque non solo nella vita della collettività ma anche a livello politico: in quel comune il centro storico è ancora completamente devastato e la ricostruzione lenta, e questo ha inciso di certo nel voto alle urne. I novesi hanno creduto a Diacci, alla sua persona. Un cambio di direzione e di mentalità forte: hanno tolto fiducia al Partito, non ritenendo credibile il suo candidato e hanno deciso di scommettere sul nuovo. Un uomo che rappresenta una lista apartitica. Novi e Carpi sono due realtà molto lontane, sulle quali anche il sisma ha pesato in modo diverso, e credo sia difficile riuscire a paragonarle. Di certo il Pd di Carpi, in vista del prossimo appuntamento elettorale, dovrà tener conto di questo scricchiolamento nella fiducia incondizionata mostrata sinora verso il partito da parte dell’elettorato”.  Per il giornalista Rino Filippin la vittoria di Diacci a Novi “è dovuta in buona parte alla triste eredità che ha lasciato il sisma nel Comune. E’ sotto gli occhi di tutti quanto ancora sia da ricostruire su quel territorio. Qualche settimana fa, a distanza di tanto tempo, sono capitato in quel Comune  e  ho trovato un centro storico ancora gravemente martoriato, con innumerevoli ponteggi e abitazioni ridotte a ruderi. Per me che abito a Carpi è stato come ripiombare nei giorni del terremoto. Credo che i cittadini vedano in Diacci la persona che può dare un impulso alla ricostruzione e all’abbellimento di un Comune che, oggi, in un certo senso, infonde tristezza.  Dal punto di vista politico non lo chiamerei ribaltone. Non dimentichiamo che Diacci è stato per anni Consigliere Comunale del Pd e, di conseguenza, pur essendo stato eletto in una lista civica, il neo sindaco rappresenta una sorta di continuità con il passato recente. Una situazione, quella di Novi, politicamente molto distante da quella di Carpi. Qui il sisma ha fatto meno danni e anche se non tutto è stato ripristinato, il territorio appare meno segnato da questo punto di vista; poi, a dire il vero, l’Amministrazione di Alberto Bellelli sembra in grado per il momento di andare incontro alle varie richieste che vengono dalla società civile. Insomma, nel contesto attuale, un ribaltone a Carpi nelle prossime comunali lo ritengo altamente improbabile”.
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