AIMAG-HERA: «No a fusioni disastrose»
giugno 4, 2017 (No Comments) by Carpi Futura
di SILVIA SARACINO
«VOLETE voi che il Comune di Carpi non venda azioni di Aimag e che esprima il voto contrario, nell’assemblea dei soci, ad operazioni di incorporazione o fusione societaria?».
A questa domanda, da cui potrebbe dipendere il futuro di Aimag, saranno chiamati a rispondere i cittadini nel referendum promosso dal Comitato acqua pubblica con la collaborazione di Movimento Cinque Stelle e lista civica Carpi Futura.
Il comitato, capitanato da Robertto Galantini, è riuscito a raccogliere le firme necessarie per indire la consultazione: il minimo era 2130 (il 4% dei votanti iscritti nel registro comunale) ne sono state depositate in Comune 2866.
«Il referendum deve essere indetto dopo un periodo che va da trenta a sessanta giorni dalla consegna delle firme, ma in luglio e in agosto non si può indire» spiega Galantini. La data potrebbe essere fissata a settembre, sempre che non vengano indette elezioni politiche perché sarebbero incompatibili con il referendum.
«Passeranno alcuni mesi ma i cittadini possono stare tranquilli, il referendum non sarà accantonato» assicura il presidente del Comitato.
Chi voterà ‘sì’ sosterrà le ragioni per cui è nato il referendum: «siamo contrari alla vendita di azioni Aimag e ad aventuali fusioni con altre aziende – spiega Galantini – vogliamo che il controllo di Aimag resti in mano ai Comuni che oggi hanno il 65%».
Il Comitato vuole impedire che il Comune di Carpi, il maggior azionista di Aimag, venda le proprie quote a qualsiasi azienda, ma nello specifico il riferimento è ad Hera, il pretendente in pole position visto che possiede già una quota del 25%. Nella manifestazione di interesse Hera ha scritto chiaramente che punta ad incorporare Aimag e a prenderne il controllo, una fusione che per il Comitato sarebbe «disastrosa».
A dimostrazione di questa tesi Galantini porta le scelte che hanno fatto alcuni comuni tra cui Forlì, che ha tolto ad Hera il servizio di raccolta rifiuti gestendolo dall’interno.
Ma sul piatto non c’è solo l’ipotesi Hera, anche la mantovana Tea vorrebbe entrare in Aimag comprando una parte di azioni in mano ai Comuni. Il principio non cambia, il Comitato vuole che Aimag resti ‘nubile’, indipendentemente dal pretendente: «Aimag può fare alleanze senza vendere le proprie azioni» dice Galantini che ipotizza un’eventuale associazione temporanea di imprese con un partner industriale per vincere sfide come la gara per il gas. Temi complessi che il referendum porterà all’attenzione dei cittadini nonostante quello che Eros Gaddi di Movimento Cinque Stelle definisce «ostruzionismo» del sindaco il quale non ha dato la possibilità ai consiglieri comunali di autenticare le firme. Possibilità che invece, secondo Bellelli, non era fattibile per la mancanza di una modifica al regolamento.
di Serena Arbizzi
Il referendum sul futuro di Aimag si farà. Lo garantisce il comitato Acqua pubblica che, come anticipato dalla Gazzetta, ha raccolto e depositato 2866 firme: 756 in più rispetto al quorum previsto per questo tipo di consultazione. Il quesito su cui i cittadini saranno chiamati a esprimersi sarà: “Volete voi che il Comune di Carpi non venda azioni di Aimag e che esprima il voto contrario, nell’assemblea dei soci, ad operazioni di incorporazione o fusione societaria?”. Da tempo, il comitato Acqua pubblica si oppone all’incorporazione di Aimag in Hera, una delle ipotesi sul piatto insieme al possibile accordo con la mantovana Tea. Ipotesi, quest’ultima, caldeggiata dai sindaci della Bassa i quali, settimane fa, si sono pronunciati a favore di un “accordo strategico più ampio” rispetto all’incorporazione in Hera. «Aimag può trovare tutte le collaborazioni che vuole – afferma Roberto Galantini, portavoce del comitato – ma non è necessario che, in virtù di ciò, si debba rivedere l’assetto societario. Aimag è e deve rimanere sotto il controllo dei Comuni soci che, attualmente detengono il pacchetto del 65%.Non è scontato, però, che la nostra multiutility debba ingigantirsi per vincere le sfide future. Ad esempio, per partecipare alle gare esiste la formule dell’Ato (Associazione temporanea di imprese). Una possibilità che non snatura la vera identità di Aimag. Ricordiamo, inoltre, esempi di Comuni che si sono “liberati” da Hera. Come l’amministrazione di Savignano, che ha adottato una soluzione alternativa per la raccolta di rifiuti in plastica. O Forlì, dove il Comune ha deciso di riprendere il servizio rifiuti, gestito in precedenza da Hera». Entrando nei dettagli del referendum, non si potrà svolgere prima di settembre. «Sempre all’inizio dell’autunno, abbiamo intenzione di organizzare un confronto pubblico con il sindaco Bellelli – prosegue Galantini – In luglio e agosto, poi, non si possono fare referendum. Giocoforza si passa a settembre, sempre che non si presenti un ulteriore slittamento causato dalle elezioni politiche. Si spera che questi mesi siano utili per vivacizzare un dibattito del quale i cittadini, finora, sono rimasti all’oscuro». Molto duro, inoltre, il j’accuse del comitato contro il sindaco Bellelli e il Comune perché ai consiglieri non è stato concesso di autenticare le firme. «Un comportamento antidemocratico» ha attaccato il consigliere di Carpi Futura, Giorgio Verrini, che ha sostenuto la raccolta firme. «Un caso di ostruzionismo» ha aggiunto Eros Andrea Gaddi, capogruppo in Consiglio del Movimento 5 Stelle. «Desideriamo ringraziare i dipendenti comunali che hanno dedicato ore preziose del loro tempo al di fuori dell’orario di lavoro per autenticare le firme – conclude il comitato – Senza di loro sarebbe stato impossibile».
Il Resto del Carlino(2) aimag

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di SILVIA SARACINO
«VOLETE voi che il Comune di Carpi non venda azioni di Aimag e che esprima il voto contrario, nell’assemblea dei soci, ad operazioni di incorporazione o fusione societaria?».
A questa domanda, da cui potrebbe dipendere il futuro di Aimag, saranno chiamati a rispondere i cittadini nel referendum promosso dal Comitato acqua pubblica con la collaborazione di Movimento Cinque Stelle e lista civica Carpi Futura.
Il comitato, capitanato da Robertto Galantini, è riuscito a raccogliere le firme necessarie per indire la consultazione: il minimo era 2130 (il 4% dei votanti iscritti nel registro comunale) ne sono state depositate in Comune 2866.
«Il referendum deve essere indetto dopo un periodo che va da trenta a sessanta giorni dalla consegna delle firme, ma in luglio e in agosto non si può indire» spiega Galantini. La data potrebbe essere fissata a settembre, sempre che non vengano indette elezioni politiche perché sarebbero incompatibili con il referendum.
«Passeranno alcuni mesi ma i cittadini possono stare tranquilli, il referendum non sarà accantonato» assicura il presidente del Comitato.
Chi voterà ‘sì’ sosterrà le ragioni per cui è nato il referendum: «siamo contrari alla vendita di azioni Aimag e ad aventuali fusioni con altre aziende – spiega Galantini – vogliamo che il controllo di Aimag resti in mano ai Comuni che oggi hanno il 65%».
Il Comitato vuole impedire che il Comune di Carpi, il maggior azionista di Aimag, venda le proprie quote a qualsiasi azienda, ma nello specifico il riferimento è ad Hera, il pretendente in pole position visto che possiede già una quota del 25%. Nella manifestazione di interesse Hera ha scritto chiaramente che punta ad incorporare Aimag e a prenderne il controllo, una fusione che per il Comitato sarebbe «disastrosa».
A dimostrazione di questa tesi Galantini porta le scelte che hanno fatto alcuni comuni tra cui Forlì, che ha tolto ad Hera il servizio di raccolta rifiuti gestendolo dall’interno.
Ma sul piatto non c’è solo l’ipotesi Hera, anche la mantovana Tea vorrebbe entrare in Aimag comprando una parte di azioni in mano ai Comuni. Il principio non cambia, il Comitato vuole che Aimag resti ‘nubile’, indipendentemente dal pretendente: «Aimag può fare alleanze senza vendere le proprie azioni» dice Galantini che ipotizza un’eventuale associazione temporanea di imprese con un partner industriale per vincere sfide come la gara per il gas. Temi complessi che il referendum porterà all’attenzione dei cittadini nonostante quello che Eros Gaddi di Movimento Cinque Stelle definisce «ostruzionismo» del sindaco il quale non ha dato la possibilità ai consiglieri comunali di autenticare le firme. Possibilità che invece, secondo Bellelli, non era fattibile per la mancanza di una modifica al regolamento.
di Serena Arbizzi
Il referendum sul futuro di Aimag si farà. Lo garantisce il comitato Acqua pubblica che, come anticipato dalla Gazzetta, ha raccolto e depositato 2866 firme: 756 in più rispetto al quorum previsto per questo tipo di consultazione. Il quesito su cui i cittadini saranno chiamati a esprimersi sarà: “Volete voi che il Comune di Carpi non venda azioni di Aimag e che esprima il voto contrario, nell’assemblea dei soci, ad operazioni di incorporazione o fusione societaria?”. Da tempo, il comitato Acqua pubblica si oppone all’incorporazione di Aimag in Hera, una delle ipotesi sul piatto insieme al possibile accordo con la mantovana Tea. Ipotesi, quest’ultima, caldeggiata dai sindaci della Bassa i quali, settimane fa, si sono pronunciati a favore di un “accordo strategico più ampio” rispetto all’incorporazione in Hera. «Aimag può trovare tutte le collaborazioni che vuole – afferma Roberto Galantini, portavoce del comitato – ma non è necessario che, in virtù di ciò, si debba rivedere l’assetto societario. Aimag è e deve rimanere sotto il controllo dei Comuni soci che, attualmente detengono il pacchetto del 65%.Non è scontato, però, che la nostra multiutility debba ingigantirsi per vincere le sfide future. Ad esempio, per partecipare alle gare esiste la formule dell’Ato (Associazione temporanea di imprese). Una possibilità che non snatura la vera identità di Aimag. Ricordiamo, inoltre, esempi di Comuni che si sono “liberati” da Hera. Come l’amministrazione di Savignano, che ha adottato una soluzione alternativa per la raccolta di rifiuti in plastica. O Forlì, dove il Comune ha deciso di riprendere il servizio rifiuti, gestito in precedenza da Hera». Entrando nei dettagli del referendum, non si potrà svolgere prima di settembre. «Sempre all’inizio dell’autunno, abbiamo intenzione di organizzare un confronto pubblico con il sindaco Bellelli – prosegue Galantini – In luglio e agosto, poi, non si possono fare referendum. Giocoforza si passa a settembre, sempre che non si presenti un ulteriore slittamento causato dalle elezioni politiche. Si spera che questi mesi siano utili per vivacizzare un dibattito del quale i cittadini, finora, sono rimasti all’oscuro». Molto duro, inoltre, il j’accuse del comitato contro il sindaco Bellelli e il Comune perché ai consiglieri non è stato concesso di autenticare le firme. «Un comportamento antidemocratico» ha attaccato il consigliere di Carpi Futura, Giorgio Verrini, che ha sostenuto la raccolta firme. «Un caso di ostruzionismo» ha aggiunto Eros Andrea Gaddi, capogruppo in Consiglio del Movimento 5 Stelle. «Desideriamo ringraziare i dipendenti comunali che hanno dedicato ore preziose del loro tempo al di fuori dell’orario di lavoro per autenticare le firme – conclude il comitato – Senza di loro sarebbe stato impossibile».
Il Resto del Carlino(2) aimag

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